Storia dei messaggi subliminali

“Negli anni Venti e nei primi anni Trenta, quando la psicologia sociale cominciava ad affermarsi come disciplina, divenne evidente un forte interesse per la ricerca sugli atteggiamenti”.

“L’importanza di capire la psicologia del consumatore nel prendere delle decisioni in campo pubblicitario è sottolineata dal conseguimento tra l’ovvia esigenza di elaborare un messaggio pubblicitario (se non altro a livello subcognitivo) e gli svariati principi psicologici che mediano le risposte successive”.

“Agli inizi degli anni Settanta McGuire (1973) ha suggerito che il fiorire in quel momento della ricerca sulla comunicazione persuasoria aveva forse raggiunto il suo culmine. Egli sosteneva che intorno al 1985 vi sarebbe stato un ritorno di questo interesse e che sarebbero nati importanti sviluppi dagli ulteriori lavori in questo campo”.

“Obiettivo della pubblicità è influenzare il comportamento delle persone. Questo può comportare di convincere ad acquistare un dato prodotto, ma anche a votare per un dato candidato, o a cambiare un comportamento personale molto importante (per esempio una campagna contro il fumo). Per molti aspetti fondamentali possiamo dunque considerare la psicologia della pubblicità come la psicologia dell’influenza e della persuasione”. Una visione questa assai simile a quella di Daniela Brancati che riconosce la debolezza della massa ma è fiduciosa e non crede quindi alle visioni Orwelliane, dove il controllo della società raggiunge risultati estremi.La storia, invece, dimostra che la persuasione e la manipolazione possono dare risultati spaventosi, specie quando si uniscono alla politica, attraverso una propaganda esasperata e distorta. Personaggi come Mussolini e Hitler conoscevano e utilizzavano tecniche retoriche nei loro discorsi. Chi convinse una nazione che la razza umana era costituita da uomini biondi, alti con gli occhi azzurri e fisicamente robusti, era per ironia della sorte e quasi ad emblema del potere della persuasione, un uomo con problemi fisici, piuttosto piccolo, bruno dagli occhi scuri.Il potere della persuasione va ben oltre la mera seduzione della pubblicità, deve essere sì seducente ma ciò non basta. Per persuadere occorre un forte carisma, e il dono di saper suscitare sentimenti e soprattutto infondere entusiasmo.

Ciò sembra avallato dallo schema del processo di comunicazione/persuasione proposto da David Aeker e John Myers, nel quale il messaggio è sì fonte di informazione che permette la formazione di un atteggiamento e quindi un comportamento, ma è anche sorgente di emozioni, caratteristica fondamentale per il mutamento degli atteggiamenti e dei comportamenti.

“Però bisogna capirli” continua Daniela Brancati riferendosi ai pubblicitari “la sindrome da Vance Packard li ha duramente segnati, e nessuno vuol sentirsi dire che il suo lavoro è in grado di influenzare fortemente la società. Anzi, tutti lo negano con forza e convinzione. Hanno paura che la società li respinga. Proprio ora che la pubblicità, dopo decenni di quarantena, è stata sostanzialmente accettata anche dagli intellettuali.”

Come già accennato, un messaggio subliminale sfrutta un particolare canale per essere ricevuto (dove per canale intendiamo un particolare mezzo che permette di decodificare il segnale e di riceverlo). Nel mondo animale ed umano tali canali corrispondono ai sensi. Essi sono veri e propri mezzi di comunicazione, che ci permettono di ricevere suoni, immagini, odori, percezioni tattili e sapori. La decodificazione del segnale tuttavia viene sempre effettuata dal cervello, mentre il canale altro non è che uno strumento al suo servizio, con una particolare portata di lavoro entro la quale agisce e funziona. Possiamo così pensare ai nostri sensi come a dei trasduttori, come allo stesso modo trasduttori sono gli altoparlanti, i microfoni, le fotocellule e altri dispositivi elettronici analoghi.

Principi di comunicazione


Quello che importa definire è se la portata, ossia la capacità di lavoro, dipende dal cervello, o dal senso in questione o da entrambi. E’ risaputo ad esempio che gli occhi lavorano solo per determinate gamme all’infuori delle quali non vedono, così pure le orecchie, che lavorano dai 18hz ai 16 khz. Se un segnale arriva quindi al disotto di tale soglia noi non lo sentiamo. Ma viene percepito?
Stando agli esperimenti condotti e riportati in parte da Le Scienze uno dei giornali più autorevoli in campo scientifico, sembrerebbe che questi substimuli siano in grado di condizionarci.

Gli autori dell’articolo tuttavia negano la possibilità che tali messaggi possano comportare una decisione di acquisto o di scelta elettora per la mancanza di tempo necessario ad attuare l’azione vera e propria.Tuttavia non è stato considerato dagli autori, il fatto che un’immagine subliminale sia impressa proprio sulla confezione di alcuni prodotti.

Molte delle scelte commerciali che compiono i consumatori si attuano proprio al supermercato. Del resto, chi di noi non è stato vittima dell’impulso all’acquisto?

Ne consegue dando per accertato l’esistenza degli stimoli subliminali, ( vedi Le Scienze ), che sia possibile un condizionamento all’acquisto se chiaramente si verificano opportuni condizioni.

L’immagine o la comunicazione subliminale in genere deve essere studiata nei minimi dettagli e la sua efficacia deve esserne comprovata attraverso studi ed esperimenti. Non basta quindi improvvisarsi, come succede nei casi più frequenti, grafici e psicologi.  L’immagine o la comunicazione deve essere posizionata e distribuita in modo tale da permettere a chi la riceva di eseguire subito il comando, vale a dire essere posizionata in modo visibile in scaffali accessibili. L’immagine o la comunicazione deve seguire sempre e comunque le regole generali della pubblicità affinché segua i principi guida di vendita. (vedi le 11 regole di David Ogilvy).

Chiaramente oltre a questi fattori valgono tutti gli altri riguardanti la distribuzione e la comunicazione B2C , allo stesso modo dell’ipnosi, non esiste messaggio subliminale efficace se chi lo riceve è potenzialmente avverso.

 


<p>&quot;Negli anni Venti e nei primi anni Trenta, quando la  psicologia sociale cominciava ad affermarsi come disciplina, divenne evidente  un forte interesse per la ricerca sugli atteggiamenti&quot;.</p>
<p> &quot;L’importanza di capire la psicologia del consumatore nel prendere delle  decisioni in campo pubblicitario è sottolineata dal conseguimento tra l’ovvia  esigenza di elaborare un messaggio pubblicitario (se non altro a livello  subcognitivo) e gli svariati principi psicologici che mediano le risposte  successive&quot;.</p>
<p>&quot;Agli inizi degli anni Settanta McGuire (1973) ha suggerito che il fiorire  in quel momento della ricerca sulla comunicazione persuasoria aveva forse raggiunto  il suo culmine. Egli sosteneva che intorno al 1985 vi sarebbe stato un ritorno  di questo interesse e che sarebbero nati importanti sviluppi dagli ulteriori  lavori in questo campo&quot;. &quot;Obiettivo della pubblicità è influenzare il  comportamento delle persone. Questo può comportare di convincere ad acquistare  un dato prodotto, ma anche a votare per un dato candidato, o a cambiare un  comportamento personale molto importante (per esempio una campagna contro il  fumo). Per molti aspetti fondamentali possiamo dunque considerare la psicologia  della pubblicità come la psicologia dell’influenza e della persuasione&quot;.  Una visione questa assai simile a quella di Daniela Brancati che riconosce la  debolezza della massa ma è fiduciosa e non crede quindi alle visioni Orwelliane,  dove il controllo della società raggiunge risultati estremi.La storia, invece,  dimostra che la persuasione e la manipolazione possono dare risultati  spaventosi, specie quando si uniscono alla politica, attraverso una propaganda  esasperata e distorta. Personaggi come Mussolini e Hitler conoscevano e  utilizzavano tecniche retoriche nei loro discorsi. Chi convinse una nazione che  la razza umana era costituita da uomini biondi, alti con gli occhi azzurri e  fisicamente robusti, era per ironia della sorte e quasi ad emblema del potere  della persuasione, un uomo con problemi fisici, piuttosto piccolo, bruno dagli  occhi scuri.Il potere della persuasione va ben oltre la mera seduzione della  pubblicità, deve essere sì seducente ma ciò non basta. Per persuadere occorre  un forte carisma, e il dono di saper suscitare sentimenti e soprattutto  infondere entusiasmo.</p>
<p> Ciò sembra avallato dallo schema del processo di comunicazione/persuasione  proposto da David Aeker e John Myers, nel quale il messaggio è sì fonte di informazione  che permette la formazione di un atteggiamento e quindi un comportamento, ma è  anche sorgente di emozioni, caratteristica fondamentale per il mutamento degli  atteggiamenti e dei comportamenti.</p>
<p>&quot;Però bisogna capirli&quot; continua  Daniela Brancati riferendosi ai pubblicitari &quot;la sindrome da <strong>Vance  Packard</strong> li ha duramente segnati, e nessuno vuol sentirsi dire che il suo  lavoro è in grado di influenzare fortemente la società. Anzi, tutti lo negano  con forza e convinzione. Hanno paura che la società li respinga. Proprio ora  che la pubblicità, dopo decenni di quarantena, è stata sostanzialmente  accettata anche dagli intellettuali.&quot; </p>
<p>Come già accennato, un messaggio subliminale sfrutta un    particolare canale per essere ricevuto (dove per canale intendiamo un    particolare mezzo che permette di decodificare il segnale e di riceverlo).    Nel mondo animale ed umano tali canali corrispondono ai sensi. Essi sono veri    e propri mezzi di comunicazione, che ci permettono di ricevere suoni,    immagini, odori, percezioni tattili e sapori. La decodificazione del segnale    tuttavia viene sempre effettuata dal cervello, mentre il canale altro non è    che uno strumento al suo servizio, con una particolare portata di lavoro    entro la quale agisce e funziona. Possiamo così pensare ai nostri sensi come    a dei trasduttori, come allo stesso modo trasduttori sono gli altoparlanti, i    microfoni, le fotocellule e altri dispositivi elettronici analoghi.<br />
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Quello che importa definire è se la portata, ossia la capacità di lavoro,    dipende dal cervello, o dal senso in questione o da entrambi. E’ risaputo ad    esempio che gli occhi lavorano solo per determinate gamme all’infuori delle    quali non vedono, così pure le orecchie, che lavorano dai 18hz ai 16 khz. Se    un segnale arriva quindi al disotto di tale soglia noi non lo sentiamo. Ma    viene percepito?<br />
Stando agli esperimenti condotti e riportati in parte da &quot;<a href=”#”>Le Scienze</a>&quot; uno dei giornali più autorevoli in campo scientifico,    sembrerebbe che questi substimuli siano in grado di condizionarci.<br />
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Gli autori dell’articolo tuttavia negano la possibilità che tali messaggi    possano comportare una decisione di acquisto o di scelta elettora per la    mancanza di tempo necessario ad attuare l’azione vera e propria.Tuttavia non    è stato considerato dagli autori, il fatto che un’immagine subliminale sia    impressa proprio sulla confezione di alcuni prodotti. <br />
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Molte delle scelte commerciali che compiono i consumatori si attuano proprio    al supermercato. Del resto, chi di noi non è stato vittima dell’impulso all’acquisto?<br />
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Ne consegue dando per accertato l’esistenza degli stimoli subliminali, ( vedi <a href=”#”>Le    Scienze</a> ), che sia possibile un condizionamento all’acquisto se    chiaramente si verificano opportuni condizioni: ü&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;L’immagine    o la comunicazione subliminale in genere deve essere studiata nei minimi    dettagli e la sua efficacia deve esserne comprovata attraverso studi ed esperimenti.    Non basta quindi improvvisarsi, come succede nei casi più frequenti, grafici    e psicologi. ü&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;L’immagine    o la comunicazione deve essere posizionata e distribuita in modo tale da    permettere a chi la riceva di eseguire subito il comando, vale a dire essere    posizionata in modo visibile in scaffali accessibili. L’immagine    o la comunicazione deve seguire sempre e comunque le regole generali della    pubblicità affinché segua i principi guida di vendita. (vedi le 11 regole di    David Ogilvy).</p>
<p> Chiaramente oltre a questi fattori valgono tutti gli altri    riguardanti la distribuzione e la comunicazione B2C , allo stesso modo    dell’ipnosi, non esiste messaggio subliminale efficace se chi lo riceve è    potenzialmente avverso.</p>

Larry Percy e Arch G. Woodside Pubblicitità e psicologia del consumatore Franco Angeli  Milano

Daniela Brancati, La pubblicità è femmina ma il pubblicitario è maschio, Sperling & Kupfer, Milano, 2002

David A Aeker- John G. Myers, Management della pubblicità, Milano, Franco Angeli s.r.l., 1988, (trad.it. di Salvatore Maddaloni) edizione orig. Advertising Management 3° edizione Prentice-Hall 1987

Mario Wolf , Teorie delle comunicazioni di massa, Milano, Strumenti Bompiani, 1985

Roberto Maragliano, Nuovo manuale di didattica multimediale, Bari, La terza, 1998

Derrick de Kerckove, Brainframes. Mente, tecnologia, mercato-, a cura di Bruno Bassi,  Bologna, Baskerville, 1993