Musica assassina: Il caso dei Judas Priest

È possibile che la musica che ascoltiamo possa condizionarci al punto di spingerci al suicidio?
È quello che ci si chiede quando si ascoltano storie come quella di Raymond Belknap, 18 anni e James Vance di 20 anni che nel 1990 hanno vissuto l’esperienza più terribile della loro vita.

Tutto incominciò il 23 Dicembre 1985 i due ragazzi, poco più che adolescenti , fan sfegatati dell’Heavy Metal e dei Judas Priest,  avevano bevuto molta birra e fumato molta marijuana. Senza una apparente ragione, se non quella della noia e della profonda insoddisfazione, i due si recarono nel vicinato di una chiesa. Raymond Belknap, strafatto e ubriaco prese un fucile e si sparò in faccia, morendo sul colpo.
James Vance raccolse il fucile a terra, accanto al corpo immobile dell’amico e si sparò anche lui. Tuttavia il colpo non fu letale e James Vance con la faccia tumefatta rimontò in sella della sua bicicletta e se ne andò in giro per la calma cittadina.

In ospedale in una lettera alla madre scrisse:

« I believe that alcohol and heavy metal music, such as Judas Priest, led us or even mesmerized us into believing that the answer to life was death »

« Io credo che l’alcol e la musica heavy metal, come i Judas Priest, ci hanno condotto o almeno ci hanno illuso nel farci credere che la risposta alla vita era la morte »

Vance morì qualche anno dopo per overdose.

A 3 anni dalla morte,  le famiglie si accorsero che nel brano musicale Better by you, Better Than Me (ascoltalo qui) dell’album Stained Class dei Judas Priest,  vi era un presunto messaggio subliminale che istigava al suicidio, che sembra recitare: “Do it!”( Fallo!).

A quel punto le due famiglie citarono in causa i Judas Priest, per l’assassinio di Raymond e il tentato omicidio di James.
Durante il processo, fecero ascoltare il brano in questione nella parte del presunto messaggio sia normale sia rovesciato. La qualità sonora del messaggio era molto scadente: sebbene isolato ,l’audio risultava molto veloce e a volume molto basso.
Dopo molte verifiche, il giudice arrivò alla conclusione che il “Do It!” era del tutto casuale in mezzo a tutti i suoni, oltre a ritenere che non fosse rilevante e inerente al comando "Suicidati!"  e quindi i Judas Priest vinsero il processo.

Rob Halford, il cantante, disse che se avesse voluto inserire messaggi subliminali nella sua musica non ne avrebbe mai messi riguardanti il suicidio, ma  al massimo qualcosa di auto-promozionale, del tipo “Comprate i nostri dischi”.
A nostro avviso questo messaggio subliminale non esiste, sebbene siano a noi noti 2 messaggi subliminali dei Judas Priest, uno dei quali pronuncia queste parole “MI TOLSI LA VITA”  ( ascoltali adesso )
Da notare anche la copertina dell’album Stained Class (Classe Macchiata) che vede illustrata la faccia di un uomo penetrata da dei proiettili.

Stained Class

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Posted in messaggi subliminali audio
4 comments on “Musica assassina: Il caso dei Judas Priest
  1. Jonathan Custom Finch ha detto:

    Rob Halford, il cantante, disse che se avesse voluto inserire messaggi subliminali nella sua musica non ne avrebbe mai messi riguardanti il suicidio, ma al massimo qualcosa di auto-promozionale, del tipo “Comprate i nostri dischi”.

    infatti, giusto per citare bill hicks “quale band vorrebbe morti i propri fans?” credo che questa storia dei messaggi subliminali sia una grossa cazzata, ho sentito tante cose al contrario solo per il gusto di sentire le stupidaggini che ne escono fuori, non per il pensiero di un messaggio subliminale. bell’articolo, comunque!

    • admin ha detto:

      Ciao Jonathan,
      grazie per il tuo commento che devo dire, aggiunge qualcosa di interessante.

      Sono contento quindi che tu ci citi una fonte, e posso anche accettare la tua opinione in merito a ciò che definisci “una gran cazzata”.
      Io però anziché un approccio emozionale mi baserei di più su un approccio scientifico e analitico.

      Esperimenti sembrano confermare la natura dei messaggi subliminali ma concordo con te che molti gli usano per farsi pubblicità. Diciamo quindi che in base alla mia esperienza di catalogazione ci sia un 20% di reali messaggi subliminali, un 30% di ignoranti convinti che i messaggi subliminali siano volere di satana, e un 50% dettati dalla moda di copiare il fenomeno?

      Possiamo fare di tutta l’erba un fascio?

  2. Giuseppe ha detto:

    Questa dei messaggi nascosti nei dischi rock è davvero una panzana pazzesca. Prima di tutto il messaggio sarebbe comprensibile solo ascoltando il disco al contrario, quindi, ascoltandolo normalmente, sarebbe il messaggio nascosto a sentirsi al contrario. Sarebbe indecifrabile anche se lo ascoltassimo isolato da altri suoni e a tutto volume. Figuriamoci se il cervello può identificarlo in mezzo ad una miriade di suoni, per giunta al contrario, decifrarlo, dargli un senso e poi lasciarsi condizionare. Figuriamoci poi per chi non è di madrelingua inglese

  3. admin ha detto:

    Beh forse ti sfugge il fatto che non sappiamo moltissimo sul cervello umano e che molte delle sue potenzialità sono tutt’ora sconosciute.

    Concordo quindi quando dici che la lingua straniera diventa un ostacolo alla decifrazione, sopprattutto se tale codice non è condiviso, ma devo avvisarti che studiosi del settore sono convinti che il cervello umano sia capace di decifrare gli informazioni inviate al contrario.

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