Trasparenza della pubblicità

Secondo Massimo Nicolino la normativa europea Televisioni senza frontiere “Risulta ambigua, priva di riferimenti tecnici e di organismi di controllo, non rileva l’aspetto sanzionatorio, non chiarisce le responsabilità ove si riscontri una violazione.

Va però osservato che si tratta di una norma di indirizzo che nelle intenzioni del Parlamento Europeo ha il compito di sensibilizzare gli organismi legislativi nazionali”. In pratica tale onero ricade su i singoli stati dell’Unione Europea. Egli inoltre ritiene che, per quanto riguarda la situazione italiana non sono state prodotte leggi migliori e sebbene la normativa riguardi anche possibili abusi a mezzo di volume audio, non si è ancora data la definizione di pubblicità subliminale, contribuendo a produrre disomogeneità e caos interpretativo, come si può notare tra le normative riportate di seguito e da lui descritte.

dlt 25/01/1992 n. 00000074

PUBBLICITÀ

Art. 4 Trasparenza della Pubblicità.

1. la pubblicità deve essere chiaramente riconoscibile come tale; in particolare, la pubblicità a mezzo stampa deve essere distinguibile dalle altre forme di comunicazione al pubblico con, modalità grafiche di evidente percezione.

2. I termini «garanzia», «garantito» e simili possono essere usati solo se accompagnati dalla precisazione del contenuto e delle modalità della garanzia offerta.

Quando la brevità del messaggio pubblicitario non consente di riportare integralmente tali precisazioni, il riferimento sintetico al contenuto ed alle modalità della garanzia offerta, deve essere integrato dall’esplicito rinvio ad un testo facilmente conoscibile dal consumatore in cui siano riportate integralmente le precisazioni medesime.

3. È vietata ogni forma di pubblicità subliminale. Il decreto attua la normativa europea contro la pubblicità ingannevole.
E’ il primo atto normativo che, ispirato dal political correct deal europeo, pone al centro della tutela non le industrie produttive ma il cittadino consumatore. Si tratta di un atto che arriva dopo un vuoto durato diversi anni e che ha suscitato numerose critiche per l’approccio tutelare nei confronti delle realtà produttive a discapito degli individui consumatori.